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LA LEGGENDARIA VERAGRA Lungo le rive dell' affluente Fiumicello sorgeva Veragra colonia dei Sabini (popolo di origine incerta, abitava la Sabina, tra le città di Rieti e Norcia) che successivamente circa nel 269 A. C. divenne colonia ROMANA. Questa, come le altre colonie della zona, seguì le sorti dell'Impero Romano, visse secoli di prosperità e di pace, conobbe il Cristianesimo ma anche la decadenza che accompagnò l'indebolimento e la disgregazione dell'impero e subì le invasioni barbariche. Sono stati ritrovati nelle campagne della vallata del Fiumicello frammenti di vetro liquefatto, di ferro bruciato che hanno fatto capire che Veragra era stata messa a ferro e fuoco da Alarico re dei Visigoti. Gli abitanti terrorizzati trovarono rifugio nella sommità della collina di Filottrano. Per molto tempo la paura degli incendi e delle incursioni impedì la ripresa delle attività, le terre furono abbandonate e rischiarono di diventare paludose. Con l'arrivo dei Longobardi i Monaci benedettini in seguito bonificarono i campi e ricostruirono strade e ponti e la vita lungo il fiume riprese. Degli antichi documenti in latino, raccontano che Veragra dopo essere stata colonia romana ha subito crudeli e numerosi assalti dai Barbari, poi con l'aiuto dei "Figli di OTTRANO" è risorta nei territori della vallata del Fiumicello.
Negli anni
seguenti al 269 a. C., proseguendo come loro consuetudine nella colonizzazione
dei territori acquisiti, i Romani fondarono nel Piceno numerose colonie fra cui
Veragra sulla cui ubicazione si hanno peraltro, da parte degli storici che si
sono occupati della questione, conclusioni diverse. Alcuni affermano che si
trovasse nella valle del torrente Fiumicello, nella località oggi detta delle
Fratte, tra le odierne Filottrano e Montefano. Altri invece sostengono che
sorgesse sempre nella stessa vallata, ma molto più a monte. da CAMILLONI Maria Teresa “Veragra” “Ottrano” in Filippi Mario – Piccinini Gilberto (a cura di) 1990 pp. 43-45: |
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